giovedì 10 maggio 2012

Informazione e disinformazione, informazione e disinformazione. Oltre l'infinito e oltre.

Questa volta vorrei descrivervi uno dei meccanismi del mondo dei media nostrani che permette o meglio, facilita, la continua decostruzione dell'informazione rivolta ai cittadini. Attenzione: potrete riconoscere molto spesso questo meccanismo in azione e, quando ve ne accorgerete leggendo un giornale oppure guardando la tv o ascoltando la radio, vi renderete conto di come siamo bombardati da finta informazione che, tra le altre cose, è uno dei mezzi per confondere perennemente i destinatari dei messaggi veicolati e non avere mai dei punti fermi da cui partire.

Sapete qual'è uno dei problemi più gravi che abbiamo in Italia? Che l'informazione, invece di fare bene il suo lavoro, ci abitua a dimenticare e rende le opinioni dei soliti volti noti (che spesso sono quelli sulla scena da 20 anni) come fossero la realtà (continuando a farcele risentire mille volte).

 Fonte immagine: http://epidurale.blogspot.it/2012_04_01_archive.html

Avrete notato che in pratica, una eventuale persona realmente informata su di un argomento, se sottoposta a intervista da qualche media nazionale (ma non escludiamo anche quelli a livello locale, ci sono "fulgidi" esempi), è fatta spesso passare come qualcuno che stia dicendo per l'ennesima volta qualche cosa di inedito anche se la stessa informazione è stata già spiegata precedentemente. In realtà spesso si tratta di dati già noti ma che ci tocca ripetere allo spasmo ma senza approfondimento perché quasi sempre i giornalisti (non tutti ma quasi) fanno le domande come se dovessero sempre ripartire da zero, come se non si avesse imparato nulla dalle persone con cui sono venuti in contatto e dalle esperienze precedenti.

Per chiarirci meglio facciamo un esempio: se nessuno ha mai risposto alle osservazioni presentate dai 360 professori che hanno scritto a Monti sulla Tav, una volta fatte le opportune veriche - se fondate - i giornalisti dovrebbero dire che, chi oggi appoggia la Tav non ha motivazioni valide. Invece a che cosa assistiamo? Al solito balletto del giornalista che chiede, per la milionesima volta e come se fino al giorno prima fosse vissuto su Marte, per quale motivo la Tav non si dovrebbe fare. Questo meccanismo è talmente diffuso che sembra ormai non ci sia speranza di essere informati. Possibile che, ancora oggi, tanto per fare un altro esempio, sentiamo ancora domande del tipo..."ma il filtro antiparticolato è utile"? ....la risposta è no se si sono lette le motivazioni scientifiche e sanitarie. Se invece si continua a voler cadere dalle nuvole e a fare finta di essere vissuti fino a ieri su Marte....si continuerà a disinformare e a rendere "instupiditi" i lettori/ascoltatori ponendo i soliti interrogativi come se ogni mattina si resettasse la propria memoria.

Questa è quella che potremmo chiamare "l'informazione del punto zero"...e cioè quella che, ogni volta, ripete le solite domande senza alcuna analisi e senza arrivare mai a un qualche  ragionamento deduttivo. Ovviamente questa non è informazione ma più che altro una sorta di grave disturbo ossessivo-compulsivo che purtroppo affligge larga parte dell'informazione italiana.

Nessun commento:

Posta un commento